Blogstorming: i miei sbagli e il piccolo mammifero

sonno neonato 1Confesso, ho sbagliato molte volte.

Quella volta dell’antibiotico. Quella volta del latte troppo freddo. Quella volta che, esasperata, l’ho lasciato piangere perché si decidesse finalmente a dormire (e poi non ha dormito). In questi cinque anni di maternità sono arrivata a una sola conclusione, come quelli che come unica certezza hanno quella di “sapere di non sapere”: mi fido solo della mia esperienza, o meglio di quella di noi due genitori.

Dopo una serie di solenni cantonate soprattutto su nanna e allattamento non mi fido più né del consiglio di Nota Tata Televisiva né di altri esperti. Messi da parte anche i consigli delle nonne di casa, le cui nozioni pediatriche sono rimaste agli anni Cinquanta (“si succhia il pollice anche di notte? io gli legavo le manine al lettino…” oppure “lascialo piangere perché così si apre i polmoni“) e quelle pedagogiche al secolo scorso, la mia posizione è quella di ascoltare e valutare ma decidere in modo autonomo senza condizionamenti.

Purtroppo ci sono arrivata con un percorso pieno di sbagli in buona fede dovuti a inesperienza, ostacoli, cambi di direzione. E’ la condizione comune a tutti i genitori: il bambino dei sogni con la modalità on/off non esiste.

Spesso sbagliamo perché pretendiamo dal bambino abitudini che lui, da piccolo mammifero, non ha nessuna intenzione di accettare e verso le quali ci dimostra tutto il suo disappunto a pieni polmoni: come dormire separato dai genitori oppure fare a meno del fondamentale contatto fisico con la madre. Allatti tuo figlio per tutto il tempo che ritieni giusto? Facce di commiserazione. Prendi tuo figlio in braccio se piange? “Non tenerlo troppo in braccio perché poi si abitua” è l’avvertimento di chi prevede per te e per tuo figlio un destino nefasto.

In questo senso vale la pena essere genitori contro tutti!

Anche il nostro modo adulto di intendere i capricci (parola che non mi è mai piaciuta) ci può indurre a sbagliare: nella mia esperienza qualche volta i capricci di mio figlio sono stati anche il segnale di un malessere, fisico o psicologico, da interpretare. Difficile, questo, spiegarlo a Nonna Autoritaria.

Ecco alcune risorse che mi sono state molto utili per cercare di sbagliare un po’ meno:

  • la Garzantina di Puericultura - Ed. Garzanti
  • A piccoli passi. La psicologia dei bambini dall’attesa ai cinque anni di Silvia Vegetti Finzi Ed. Mondadori
  • I problemi dei bambini di Francoise Dolto - Ed. Mondadori

Questo post partecipa al blogstorming Genitori contro tutti

Comments

  1. says

    Come ti capisco, a dar retta agli altri sbagliamo sempre e comunque. Io poi che sono diventata madre a 17anni sembrava che anche un passante qualunque potesse dirmi che stavo sbagliando o come avrei dovuto fare.
    Io faccio di testa mia, ho imparato.
    Ho allattato i miei 2 figli fino un anno e mezzo perchè mi andava così, ho smesso solo nel momento in cui io ritenevo necessario e giusto per entrambi. E uguale per le notti attaccati a me e tutto il resto. Assolutamente si, genitori contro tutti! 😉

  2. says

    A me piace molto leggere questo tipo di libri,sono nel pieno della mammitudine e la tentazione è tanta, quindi cercherò di procurarmi quelli che hai consigliato. Sulla nana tata che dirti,nonostante esperienza dirette, il punto è questo secondo me. Mai confondere un consiglio con una regola da imporre sempre e comunque, solo noi mamme conosciamo davvero nel profondo i nostri figli, anche quando abbiamo la sensazione di essere nella confusione totale..

  3. says

    L’importante è fare le cose nella maniera che si ritiene più giusta per i propri figli e per sè… Si sbaglia molto, ma del resto un vecchio e sano detto dice che sbagliando s’impara… ed è proprio così.

  4. says

    Condivido pienamente!è’ successo anche a me e ne ho tratto le stesse considerazioni!un altro libro bellissimo che mi è stato molto utile è “genitori con il cuore amarli senza se e senza ma” di Jan Hunt non so se qualcuno lo conosce…
    Ciao Francesca

  5. says

    Quanto ti capisco! Sono mamma solo da pochi mesi, ma ho già coltivato pensieri simili ai tuoi.
    Il bambino è una persona… piccola, ma pur sempre persona e come tale va rispettato, ascoltato.
    Prendo in considerazione i consigli di tutti, ma poi faccio di testa mia. Se sbaglio, preferisco farlo da sola 😉

    • - La mia vita semplice says

      proprio così… il bambino si conosce poco a poco, mentre cresce e si evolve. E chi meglio dei genitori può conoscerlo?

      ho visto che anche tu hai un blog, ci ho fatto un giro e ogni tanto passerò a trovarti!

  6. says

    No!!! Veramente legavano le mani al lettino per non fargli ciucciare il dito?!?!?
    Mi sono ribaltata dal ridere!!!
    Sono Rachele, ti conosco oggi per la prima volta. Un abbraccio e a presto!

    • says

      ciao Rachele, benvenuta! eh, meno male che l’hai trovato buffo…. lo diceva mia suocera a proposito di mio marito quand’era piccolo! a presto!

  7. says

    Ciao !
    Hai scritto semplicemente quello che in dieci mesi di vita mammifera sono riuscita a realizzare. All’inizio della mia avventura con Beatrice tutti quei commenti e consigli non richiesti non facevano altro che accrescere la mia insicurezza e la voglia di scappare da mia figlia. Passato il periodo critico e quando ho imparato a conoscere mia figlia gli interventi di cui sopra mi facevano sorridere e contribuivano a farmi sentire sempre più sicura di me. E’ l’esperienza che accumuli giorno per giorno con tuo figlio/a a fare la differenza nel percorso di crescita con lui/lei.
    Simona

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