E se qualcuno rubasse le immagini di mio figlio?

Ieri sera mi sono imbattuta in una notizia di un paio di giorni fa dagli Stati Uniti che mi ha fatto tornare a riflettere sull’eventualità di pubblicare o meno le immagini di mio figlio su internet. C’è chi ama pubblicarle su blog e social e chi non lo fa: è una scelta personale e tale resta. Da parte mia preferisco pubblicare qui sul blog soltanto immagini con dettagli non riconoscibili perché immaginare che qualcuno le possa usare indebitamente mi urta parecchio.

Una donna, Sarah Gilliam del Tennessee, navigando in internet trova per caso il blog Remembering Reilly che commemora un bimbo di 3 anni, Reilly, deceduto per una malattia incurabile. Quel bellissimo bambino la fissa dallo schermo, le sorride. Riconosce quel bambino perché è suo figlio Jack, di 5 anni che per fortuna sta benissimo. Al suo posto credo che avrei fatto un salto alto così sulla sedia.

Lei è una fotografa professionista e quelle immagini di suo figlio sono state rubate dal suo blog privato - tramite il quale le condivide con amici e parenti - dai suoi profili privati su Facebook e su Instagram. Non ha idea di come siano potute finire lì.

Per una decina di mesi una sedicente madre ha raccontato sul suo finto blog Remembering Reilly la lotta di suo figlio con un male incurabile scrivendo post strappalacrime dei momenti più toccanti vissuti in famiglia. Il tutto farcito con le bellissime immagini rubate del bambino. Non mancava una pagina su Facebook e un altro finto blog a rendere il tutto credibile e coerente.

Si risale a una diciassettenne, che ha messo in piedi una truffa o poco meno: il blog non chiedeva espressamente donazioni o altro, ma dava la possibilità di acquistare magliette commemorative (ma quanto pensava di ricavarne?) dell’inesistente Reilly, colpito da un destino implacabile.

Il blog è stato rimosso e (prevedibilmente) è seguita una lettere in cui la diciassettenne riconosce lo sbaglio, dà ragione alla Gilliam e spera che possa un giorno perdonarla (avendo dimostrato sul blog fasullo le sue convincenti capacità di scrittura immagino non abbia avuto difficoltà nello scrivere una bella lettere di scuse).

D’accordo, in fin dei conti la ladra di immagini ha soltanto rubato diverse fotografie di un bel bambino sorridente ripreso dalla mamma fotografa nel suo ambiente domestico, rassicurante e protettivo e c’è di peggio che può succedere nella vita.

Ma questa storia lascia un profondo senso di violazione e meschinità.

 

immagine da Office

13 Comments on E se qualcuno rubasse le immagini di mio figlio?

  1. mammapiky
    14/06/2013 at 05:46 (2 anni ago)

    Non conoscevo questa notizia a e’ inquietante!!!!

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  2. caia coconi
    14/06/2013 at 07:13 (2 anni ago)

    sai , tempo fa pubblicai per la prima e unica volta delle foto di momo. presi coraggio perche’ mi sembrava anche una cosa carina mostrare il volto del mio bimbo di cui parlavo tutti i giorni sulle pagine del blog. poi successe che prprio in concomitanza una lettrice mi segnalasse un blog che copiava praticamente i miei post di sana pianta. aveva copiato ‘solo’ parole, ma lo shock e’ stato cosi forte che ho rimosso immediatamente le foto di momo e non ho mai piu’ pubblicato il suo viso ne’ quello di dado in nessun altra circostanza per paura che potessero rubare i loro sguardi.
    eppure ancora adesso non ti nascondo che il senso di violazione che ho provato leggendo le mie parole trasposte in un’altra vita mi torna su bruciante e viscido.
    poi arriva la pena per questa gente e le loro vite vuote. gente che non sa cosa fare di meglio che sgraffignare riflessi preziosi di altri. poveracci.

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    • La mia vita semplice
      14/06/2013 at 09:09 (2 anni ago)

      rubare gli sguardi, è la descrizione giusta. Temo che di fronte a questi casi gli strumenti per agire siano davvero pochi.

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  3. Mamma Avvocato
    14/06/2013 at 08:13 (2 anni ago)

    Io ho scelto di cancellare (per quel che serve) le due o tre foto del nano dal mio profilo facebook e non pubblicarne, nè lì nè sul blog, nessuna in cui sia chiaramente visibile il suo visetto.
    Non penso tanto ai ladri di immagini ma ai tanti pedofili o pervertiti che potrebbero usarle…solo pensarlo mi fa vomitare.
    POi, certo, sono scelte personali.
    Terribili queste vicende, dimostrano una grettezza e una meschinità, nonchè una povertà di sentimenti, inenarrabile.

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    • La mia vita semplice
      14/06/2013 at 09:21 (2 anni ago)

      ed è bruttissimo che la ragazzina se ne sia servita per impietosire facendo leva sui sentimenti. Robaccia.

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  4. ...ma la notte no!
    14/06/2013 at 10:13 (2 anni ago)

    inquetante… e tra l’altro l’uso per truffo è il “meno peggio” (credo si capisca che intendo…)
    mi sento male a pensarci…
    io dall’inizio ho adottato la tecnica “wonder” qualche foto c’è, nessuna del viso. non so se basti…

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  5. Maka Writes
    14/06/2013 at 11:19 (2 anni ago)

    Quanto odio queste cose! Io cerco di non pubblicare immagini di mio figlio se non piccoli particolari, comunque non il viso. Lo facevo per un senso di protezione senza un preciso motivo, ma adesso che sento queste storie capisco perchè molte mamme facciano come me.

    un bacio,
    Maka

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  6. Cappuccino e Baguette
    14/06/2013 at 17:37 (2 anni ago)

    Come dici giustamente tu la scelta o meno di pubblicare foto dei propri piccoli è personale. L’importante è che venga fatta consapevolmente: ovvero conoscendo i rischi che tale scelta comporta. Purtroppo questo non sempre avviene. =\

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  7. Giorgia
    15/06/2013 at 08:19 (2 anni ago)

    Mamma mia io ci penso sempre a questa possibilità anche se raramente metto foto di primi piani

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  8. Gabriella Carofiglio
    15/06/2013 at 21:01 (2 anni ago)

    ecco…a questo aspetto non avevo pensato. Quelle poche volte che le pubblico non penso agli aspetti inquietanti, voglio vedere solo il lato positivo, ma credo che, purtroppo, in certi casi bisogna aprire un po’ di più gli occhi e mettere da parte la “fiducia nel mondo”.

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  9. Anonymous
    16/06/2013 at 17:31 (2 anni ago)

    c’è ben di peggio: una blogger che seguivo è stata contattata dalla polizia inglese che ha trovato foto dei suoi figli sul computer di un pedofilo, e ricordo un altro caso di una mamma la cui figlia era morta e le cui foto circolavano in questi ambienti. Soprattutto sono da evitare foto con pannolini/vasini e consimili, sembra siano quelle che più attirano questo pubblico orribile. La verità è che qualsiasi cosa sia su internet può essere vista, salvata e modificata da chiunque, meglio esserne consapevoli. Oltre all’aspetto etico di condividere immagini di chi non ha la possibilità di opporsi e si ritroverà da grande con un passato già completamente online, inclusi dettagli imbarazzanti.

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